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App Pokemon Go: cos’è e come funziona

App Pokemon Go: cos'è e come funziona
App Pokemon Go: cos’è e come funziona

App Pokemon Go: cos’è e come funziona

Pokemon Go è una app gratuita per iOs e Android attraverso la quale scovare i mostriciattoli nella realtà circostante: al debutto oggi.

L’Italia è pronta per Pokemon Go,
parte la caccia.

La caccia è aperta. Da oggi su AppStore e Google Play Store sarà disponibile la mitica app di Pokemon Go. O almeno dovrebbe.

Già perché nelle ultime ore John Hanke, Ceo di Niantic (che ha sviluppato il programma con Pokemon Company e Nintendo), ha dichiarato che l’uscita potrebbe essere rimandata perché alcuni server si stanno rivelando poco stabili. In ogni caso si tratterebbe di pochi giorni di ritardo, quindi anche l’Italia verrà travolta dalla nuova mania del momento.
Negli Stati Uniti ad esempio sono già 21 milioni gli utenti attivi, che passano sulla app più tempo che su Facebook. E anche da noi sono già moltissimi quelli che hanno trovato la strada (non proprio ortodossa) per giocare, usando account stranieri o server come Apk.

E la Nintendo se la ride: nell’ultima settimana il valore delle sue azioni è salito di oltre il 50%.

Come funziona l’app Pokemon Go?

È un’autentica caccia ai Pokemon, visibili attraverso lo smartphone nel mondo che ci circonda. Tecnicamente si chiama realtà aumentata, praticamente rende possibile avvistare Pikachu e soci vicino a un semaforo, in giardino o sulla scrivania. Quindi se qualcuno vi punta con il telefonino, non abbiate paura, probabilmente avete un Pokemon in testa.

Pericoli app Pokemon Go

Se da un lato persino YouPorn si complimenta con la Nintendo perché la ricerca in rete di Pokemon Go ha superato quella del porno, gli effetti collaterali non mancano. Su Twitter l’account della app del momento ha dovuto raccomandare agli utenti di non giocare mentre si guida, dopo che un uomo si è schiantato contro un albero mentre in auto inseguiva un Pokemon.
L’esercito israeliano si è ritrovato costretto a vietare la app ai suoi militari, temendo la fuga di informazioni sensibili.
Ma c’è di più. Ieri il nostro Telefono Azzurro ha lanciato un allarme per i più piccoli: grazie anche alla geolocalizzazione, il rischio di adescamento da parte di adulti malintenzionati è purtroppo concreto.

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