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Pixel bruciati: problema per smartphone e tablet

Pixel bruciati: problema per smartphone e tablet

Buongiorno, ho acquistato, per passione verso qualsiasi gadget tecnologico, un ASUS Nexus 7 Wi-Fi a fine dicembre, mentre mi trovavo in aeroporto a Londra.

Soddisfatto dell’acquisto, decido a malincuore di venderlo dopo qualche mese per passare al modello 3G.

Da qui inizia una serie di guai che non ha fine tutt’ora.

Il modello 3G risulta avere 2 pixel bruciati, così decido di chiedere una sostituzione ad Amazon.

Arriva il secondo con lo stesso problema. Questa volta chiedo il rimborso.

Provo a questo punto a prendere un tablet diverso (Nexus 10), ed anche qui mi ritrovo un pixel bruciato.

Inizio cosi un giro che include un Toshiba at270, un Asus Fonepad, un Sony Xperia Z Tablet, un Sony Xperia Z e l’attuale Galaxy Note 8.

Tutti, sottolineo tutti, hanno 1 o 2 pixel bruciati.

Ora non so cosa fare con questo Samsung, mi sto rassegnando all’idea che al di fuori di Apple (con cui non ho mai avuto questo problema: al momento uso un iPad 3 ed un iPhone 5, ed in precedenza ho posseduto iPad di prima e seconda generazione e un iPhone 4) devo accettare uno standard qualitativo più basso.

Tuttavia mi chiedo quale politica questi brand comunque importanti adottano in questi casi.

Grazie per l’attenzione.

Marco S.

Risposta

Caro Marco, ti ringraziamo intanto per averci letto e per averci posto una cosi delicata situazione.

Il problema che ci illustri e più comune di quanto pensi, e a tal proposito vorremo prima specificare una cosa.

Intanto non vogliamo assolutamente prendere le parti di nessun produttore, e non staremo qui a cercare di difendere ASUS, Sony, Toshiba o chi per loro.

Bisogna però specificare anche per gli altri lettori, che potrebbero, dopo una simile mail, pensare che effettivamente tali aziende sfornino prodotti di bassa qualità, che anche in casa Apple si hanno di questi problemi, e il web è pieno di simili testimonianze.

Tra i primi risultati si ha infatti l’esperienza di un cliente che, dopo aver acquistato un iPad 2 con alcuni pixel bruciati, al suo ritorno in negozio per la sostituzione si è ritrovato, insieme al commesso di turno, ad aprire la confezione di un Pad nuovo in sostituzione del precedente, con addirittura un numero maggiore di pixel bruciati.

Possiamo quindi supporre che nel tuo caso tu abbia avuto una sfortuna tremenda con tutto ciò che non era a marchio Apple.

Detto questo, cerchiamo di fare un po’di chiarezza sulla questione “pixel bruciati’: Ad eccezione dei dispositivi che montano display di tipo AMOLED, solitamente troviamo display LCD a bordo dei nostri dispositivi (o anche nei monitor e nelle TV che acquistiamo).

Come si può leggere in qualsiasi trattato riguardante questo tipo di display, purtroppo il problema dei cosi detti “pixel bruciati” non dipende tanto dal produttore quanto dalla tecnologia stessa (tecnicamente parlando, si tratta di un difetto al film di transistor tipico delle matrici TFT, una delle tecnologie applicate ai display LCD).

Il discorso che poni ha comunque senso: per quale motivo dovrei pagare centinaia di euro per un prodotto nuovo di zecca, per poi ritrovarmi con un dispositivo con alcuni pixel bruciati?

Purtroppo, quando si acquista questi tipi di prodotto, bisogna acquistarli con lo spirito giusto, ovvero sapendo che si può incappare in tali problemi.

Ovvio che se il numero di pixel bruciati ammonta a cifre superiori alle 8/10 unità, si deve richiedere immediatamente una sostituzione; ma nel caso siano uno o due i pixel rovinati, non è detto che la casa produttrice ripari o sostituisca il dispositivo.

A tal proposito, le politiche di riparazione/ sostituzione in caso di pixel bruciati dipendono esclusivamente dalla casa di produzione e l’utente dovrà informarsi relativamente al proprio prodotto.

La norma è che con pochi pixel bruciati, l’azienda possa non sostituire il prodotto (o il display stesso), appellandosi al fatto che il difetto dipende dalla tecnologia stessa con cui viene creato il display.

Nel caso ci si volesse fare una cultura sul problema, nell’eventualità di problemi con i futuri acquisti, bisogna consultare di ogni prodotto la certificazione ISO e la classe.

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