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WhatsApp: nuove protezioni già bucate

WhatsApp: nuove protezioni già bucate

A seguito di un recente aggiornamento di WhatsApp, è stata aggiunta la modifica al database con le conversazioni cambiando la modalità di criptazione, che ora passa al formato crypt;.

Sono però bastate poco più di 48 ore per vedere apparire sul noto forum di smanettoni uno script scritto in Python che scardina anche questa protezione, che sembrava potesse mettere una pezza ai problemi di privacy che tanto hanno afflitto gli utenti del noto servizio di messaggistica istantanea.

Siamo quindi punto e a capo?

Purtroppo si, almeno fino a quando la società (ormai assorbita da Facebook) si deciderà ad adottare una contromisura che possa definitivamente tranquillizzare i suoi milioni di affezionati utenti.

La posta in gioco è troppo alta, soprattutto se si considera che sulla base di quanto sta succedendo, si vedono fioccare nuove app di messaggistica che promettono il completo anonimato è la totale sicurezza dei dati scambiati (una su tutte, Telegram, di cui abbiamo parlato).

Le brutte notizie sono finite?

Ancora no…

Pare infatti che basterebbe un piccolo escamotage per “clonare” WhatsApp dal telefono-vittima su uno in possesso del malintenzionato.

E’ stato scoperto infatti che, ad esempio, un nostro amico fin troppo burlone potrebbe leggere in tempo reale (sul suo smartphone) tutte le chat a cui noi partecipiamo sul nostro dispositivo!

Gli basta sottrarci per qualche minuto il telefono, installare WhatsApp nel frattempo sul suo e, quando gli viene richiesto di inserire il numero di telefono per l’invio del codice di convalida, lui inserirà il nostro numero;

Lui leggerà l’SMS dal nostro smartphone e inserirà il codice sul suo device completando l’installazione.

Ecco servita una perfetta copia delle nostre conversazioni, consultabile in tempo reale!

Stiamo quindi attenti a chi prestiamo il telefono e assicurimooci di effettuare periodicamente dei backup delle nostre conversazioni di WhatsApp per poi spostarle in un altro posto, ad esempio sul PC o sul cloud (Drophox, Google Drive ecc).

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